Calascio, il borgo senza tempo che seduce il cinema: in volo con Ladyhawke per vedere la Rocca degli amanti
Gioiello di 100 abitanti in provincia dell’Aquila, sorprende per l’atmosfera da fiaba, amata dai registi. Complici le feste, sono tanti i tesori da esplorare. Compresa la scuola di tessuti. E per i 40 anni del film-icona inaugurano iniziative speciali
giovedì 4 dicembre 2025 di Laura Larcan
Si sfiora il cielo. Eppure non si ha la sensazione di cadere, perché si resta ancorati ad una storia enorme. Eccolo Calascio, un microscopico comune di un centinaio di abitanti, quasi sospeso sulla montagna abruzzese in provincia dell’Aquila a 1200 metri, ma che con la fierezza solida della pietra custodisce le tracce di una storia infinita. Si parla già di Neanderthal qui, per poi attraversare la lunga stagione delle baronie medievali e l’epopea degli Stati Medicei, presidiando le rotte della transumanza. Calascio è una meta da film. Non a caso sono tanti i cineasti che l’hanno scelto come set naturale di film memorabili come Ladyhawke e Il nome della rosa.
Vive una doppia anima. Il paese “più basso”, da cui parte tutto. Un amalgama di palazzetti signorili, chiese come scrigni, piazzette che schiudono improvvisi scorci sul mondo “di sotto”, su quella Valle del Tirino protetta dal Parco Nazionale del Gran Sasso e dai Monti della Laga.






