La Oxford Word of the Year 2025 parla di rabbia. Dall’algoritmo alle emozioni che vendono, il fenomeno che plasma feed, media e società

di Giulia Mattioli

L’Oxford Word of the Year 2025 è rage bait, espressione che descrive contenuti mediatici costruiti apposta per suscitare rabbia e indignazione, e quindi ottenere engagement, ovvero generare interazione tra gli utenti. Una scelta che dice molto della nostra epoca, perché rage bait è un termine figlio dei social, ma è anche il manifesto di un momento storico in cui la rabbia è diventata una risorsa, un’energia commerciabile e riciclabile in vari settori - dalla politica al giornalismo, passando per cultura e intrattenimento. Non a caso l’uso del termine è triplicato nell’ultimo anno, sottolinea l’Oxford Dictionary.

Ogni anno l’Oxford University Press seleziona una parola o espressione come Word of the Year, non necessariamente un termine nuovo, ma uno che abbia guadagnato particolare rilevanza, che rifletta tendenze linguistiche, sociali o culturali emergenti. Anche lo scorso anno l’attenzione era rivolta a una conseguenza problematica del digitale, con la parola brain rot, che rappresenta l’idea di una mente saturata, colonizzata da contenuti di bassa qualità. Ma oggi con rage bait il focus si sposta dalla passività del consumo al suo opposto: il coinvolgimento emotivo estremo, la reazione immediata, quella rabbia che intossica il pensiero e finisce per guidare conversazioni pubbliche, scelte politiche e perfino modelli di business.