Da qualche anno, la saga di videogiochi Pokémon vive su un doppio binario: continua a registrare vendite straordinarie, ma divide nelle opinioni sia pubblico che critica. L’uscita di Pokémon Scarlatto e Violetto, a fine 2022, si è inserita in questo contesto e lo ha addirittura amplificato: gli appassionati e le recensioni hanno evidenziato le sue criticità, ma la coppia di giochi ha comunque messo insieme oltre 27 milioni di copie, superando anche il precedente Pokémon Spada e Scudo.

A inizio 2022, Nintendo e The Pokémon Company hanno affiancato alla saga classica anche la nuova serie Leggende Pokémon, che debuttò con Arceus: l’approccio si faceva più moderno, in un vero e proprio mondo aperto da esplorare e con l’addio ai combattimenti casuali, ora invece indicati chiaramente sulla mappa. Un rinnovamento che, difficoltà del comparto tecnico a parte, venne accolto in modo generalmente positivo, aprendo così la strada a Leggende Pokémon: Z-A, che abbiamo giocato su Nintendo Switch 2. È un nuovo passo nella direzione giusta?

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Continuità e innovazione

Proprio come il precedente Arceus, anche Z-A ci trascina in un mondo aperto tutto da esplorare, concentrato nella città di Luminopoli. La nuova virata urbana del level design è interessante e il gioco è progettato in modo da far venire voglia di scoprire cosa i diversi quartieri della metropoli hanno da offrire. Le peculiarità, in effetti, non mancano: a Luminopoli, che ha uno stile architettonico europeo e una declinazione contemporanea, esseri umani e Pokémon hanno trovato il modo di vivere in armonia, con le creature selvatiche che godono di spazi naturali tutti loro – in cui è possibile incontrarle e catturarle per aggiungerle alla propria collezione.