Una giornata particolare. La prima giornata da settantenne di Pier Ferdinando Casini. Ieri ha compiuto gli anni, e quasi tutti - 42, eletto 11 volte - li ha trascorsi in Parlamento. Ci è entrato quando era poco più di un ragazzino e a prendere i consensi lo aiutarono anche i frati dell'Antoniano e la direttrice del famoso Piccolo Coro bolognese, Mariele Ventre. «Abitavo vicino all'Antoniano e andavo a vedere lo Zecchino d'oro», racconta il neo settantenne. Il quale ieri ha postato su Instagram, per festeggiarsi, l'icona di Topo Gigio: «È una parte della nostra vita». È andato anche, nel giorno del suo compleanno, a celebrarlo alla radio con Geppi Cucciari e Giorgio Lauro a Un giorno da pecora. E al microfono ha fatto brevemente l'imitazione della voce garbata e inconfondibile di Topo Gigio, prima di intonare l'inno democristiano del Biancofiore e di tagliare in diretta la torta su cui è stato riprodotto lo Scudo Crociato.
Divertente come compleanno, no? «Sì, davvero. Ma ho anche fatto altro». Al mattino è andato a messa il settantenne che non perde l'aria da puer aeternus («Macché, a questa età ho ormai un piede nella fossa», ironizza). Poi si è recato alla camera ardente di Nicola Pietrangeli («Lo conoscevo personalmente, e questa cerimonia è stata una bella pagina di sport e di Italia») e subito dopo in Senato dove lo hanno festeggiato tutti. Il presidente di turno, il leghista Centinaio, gli fa gli auguri e scatta l'applauso bipartisan. Nella notte uno dei primi messaggini di saluto è stato quello di Elly Schlein. «Non ci sentiamo spesso, ma lei - racconta Pier - mi ha scritto: volevo essere tempestiva, tanti auguri». Poi nell'aula di Palazzo Madama i primi baci e abbracci li riceve da Licia Ronzulli, da Maurizio Gasparri e dal capogruppo salviniano Romeo - immancabili anche gli auguri del presidente La Russa - e subito dopo i colleghi e amici del Pd festeggiano il suo traguardo.






