Sia Vittorio Lingiardi che Tomaso Montanari hanno riportato al centro della scena i loro scritti, in questi giorni, il celebre confronto fra Albert Einstein e Sigmund Freud del 1932, alla Società delle Nazioni, dal titolo “Perché la guerra?”. (Ad Einstein era stato chiesto di indicare un interlocutore per un tema a sua scelta. Chiese di farlo con Freud, a cui pose come prima domanda: c’è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra?). Il dialogo è meraviglioso e terribile, gli spunti sono tanti che ciascuno può farne derivare considerazioni di tipo clinico, etico, scientifico, esistenziale. Lingiardi ricorda il pessimismo di Freud sulla lentezza del possibile processo. “È triste pensare a mulini che macinano talmente adagio che la gente muore di fame prima di ricevere la farina”. Montanari, mi scuso per la sintesi brutale e imperfetta, sottolinea la responsabilità degli intellettuali nel dissuadere dalla violenza. Quali intellettuali, viene da chiedersi. A parte uno sparuto numero di pensatori — i due citati fra questi — che fanno militanza del loro sapere esortando all’esercizio della parola e del dubbio il panorama dei leader di riferimento è abitato da capipopolo di opposti eserciti: insofferenti, giudicanti, sprezzanti delle posizioni altrui. Nelle recenti manifestazioni mondiali la non violenza — l’esempio di Global Sumud Flotilla, di Music for Peace — ha lasciato presto spazio alla logica speculare a quella che pretendere di combattere: un suicidio politico. Ho riletto in questi giorni Alberto Mendez, il suo primo e unico, “I girasoli ciechi” (Sellerio). Nel primo racconto un capitano dell’esercito vittorioso di Franco decide di arrendersi ai repubblicani nell’ultimo giorno prima della loro resa, dunque della guerra. Un gesto incomprensibile sia per gli uni che per gli altri. Significa chiamarsi fuori dalla guerra “fra usurai della guerra” che si arricchiscono alimentando rancori contrapposti, chiosa Adriano Sofri nella nota finale. Un’antiepopea.
La guerra il pensiero e la violenza
L’incredibile confronto tra Einstein e Freud






