Christian Kanu, Amministratore Delegato CEO
di Generali Global Corporate & Commercial
Il settore delle assicurazioni è sempre più centrale in un contesto mondiale segnato da crisi interconnesse e da trasformazioni economiche, tecnologiche e ambientali. Christian Kanu, ceo di Generali Global Corporate & Commercial, analizza come la business unit del gruppo assicurativo si inserisca in questo scenario, tra sfide e opportunità. «Generali Global Corporate and Commercial è la business unit del Gruppo Generali dedicata al segmento danni per le imprese di grandi dimensioni, alle quali offriamo soluzioni assicurative e di risk management su misura», spiega il manager. Il riferimento è alle aziende con un fatturato superiore ai 150 milioni di euro, e a tutte quelle che necessitano di una copertura a livello multinazionale, un segmento che richiede «grande competenza tecnica e una profonda comprensione dei contesti economici e normativi in cui i clienti operano», precisa. La società combina una presenza globale con una conoscenza approfondita dei mercati locali, grazie a una rete di oltre 1.200 professionisti attivi in più di 180 Paesi. «Questa combinazione di global e local ci permette di rispondere alle esigenze di clienti multinazionali e allo stesso tempo di adattare le nostre soluzioni alle specificità dei diversi mercati», evidenzia. Il portafoglio di Generali GC&C copre i principali rami danni — property, casualty, engineering e specialty lines, che comprendono marine, aviation, cyber e financial lines — con un’offerta che va oltre la semplice polizza. «Mettiamo a disposizione team altamente specializzati in programmi multinazionali, sinistri e prevenzione per accompagnare i clienti nella gestione del rischio in tutte le sue fasi», assicura il manager. Il 2024 si è chiuso con un volume di premi di circa 3 miliardi di euro, risultato che riflette la fiducia dei clienti e la solidità della strategia di crescita sostenibile. La divisione è oggi la quinta business unit del Gruppo Generali per risultato operativo nel segmento danni. Le attività di Generali GC&C si concentrano soprattutto in Europa continentale, che rappresenta circa il 70% del business, seguita dal Regno Unito (20%) e da Stati Uniti e Asia (5% ciascuno). La società è leader in Italia, Spagna, Europa Centro-Orientale e Hong Kong e intende rafforzarsi ulteriormente in Germania, Regno Unito e India, secondo quanto previsto dal piano GC&C 2025-2027 Next Level Plan. In Italia, la compagnia è partner assicurativo di oltre il 90% delle principali aziende quotate a Piazza Affari. «Sono rimasto piacevolmente sorpreso nel trovare molte relazioni con clienti iniziate decenni fa. In alcuni casi è stato bello vedere come abbiamo seguito lo sviluppo di alcune aziende, assicurando la loro prima attività in una piccola autorimessa, che con il tempo è cresciuta fino a diventare una grande impresa multinazionale», ricorda Kanu. Il manager sottolinea poi il momento congiunturale caratterizzato dalle trasformazioni globali e dalle cosiddette crisi sistemiche. «Oggi viviamo in un mondo caratterizzato da molteplici crisi interconnesse — economiche, geopolitiche, ambientali e tecnologiche — ed è per questo che si parla di un contesto di policrisi», osserva il ceo. Un fenomeno che «non impatta solo le imprese, ma anche le nazioni e le persone a livello individuale», osserva. Kanu invita a considerare due elementi fondamentali: «Non è la prima volta che l’umanità affronta una crisi sistemica» e «dietro ogni crisi si celano sempre delle opportunità». La storia, aggiunge, dimostra come «i cambiamenti sistemici siano spesso scaturiti da forti innovazioni tecnologiche» e che «le persone, le imprese e le nazioni capaci di trarre il massimo vantaggio dall’innovazione finiscono per emergere come vincitori». Ripercorrendo le origini delle assicurazioni, Kanu ricorda come siano nate in risposta all’incertezza dei commerci marittimi. «Già nel Medioevo i mercanti genovesi e veneziani stipulavano contratti per proteggere le loro navi e le merci dai rischi del mare», rammenta. Da allora, le compagnie assicurative hanno accompagnato ogni fase dello sviluppo economico, evolvendosi «da strumento di protezione a pilastro di stabilità sistemica». Oggi, secondo Kanu, il settore deve saper andare oltre la logica della compensazione post-evento: «L’assicurazione non deve offrire solo protezione dopo che un evento si è verificato, ma deve essere in grado di anticipare i rischi e aiutare le imprese a costruire strategie di prevenzione e continuità operativa». In questo nuovo approccio, la tecnologia gioca un ruolo decisivo. Le nuove piattaforme digitali consentono infatti di «leggere il rischio in modo più dinamico, personalizzato e predittivo». È in questa direzione che Generali GC&C sta investendo, per offrire soluzioni di risk management sempre più mirate e integrate. «Vogliamo posizionarci come lifetime business partner dei nostri clienti, supportandoli dalla prevenzione alla gestione dell’emergenza fino al recupero e alla crescita sostenibile», rivela. Il manager si sofferma inoltre sul cambiamento climatico, da lui definito come «una delle principali sfide del nostro tempo». L’impatto economico dei disastri naturali continua a crescere: secondo il rapporto Sigma di Swiss Re, nel 2024 le catastrofi naturali hanno causato perdite per 318 miliardi di dollari, di cui solo il 43% assicurato. «In Italia, il protection gap (la parte non assicurata delle perdite economiche causate da un disastro naturale) rappresentava addirittura il 78% delle perdite causate da catastrofi naturali nel 2024. Se però consideriamo le aziende corporate assicurate con GC&C, oltre il 90% risulta già protetto con adeguate coperture assicurative», sottolinea. Questi dati, a suo giudizio, «dimostrano che gli assicuratori possono svolgere un ruolo fondamentale non solo come protettori delle conseguenze del cambiamento climatico ma anche come attori del cambiamento necessario per affrontare con successo queste nuove sfide». Da qui la necessità di «facilitare l’acquisto di coperture assicurative così da ridurre il protection gap». Per affrontare il cambiamento climatico, Generali GC&C agisce su due fronti. Il primo è quello della mitigazione: «Offriamo soluzioni assicurative che premiano comportamenti sostenibili, incentivano la transizione energetica e aiutano i clienti a ridurre la loro esposizione ai rischi ambientali». Il secondo riguarda l’adattamento: la compagnia ha sviluppato coperture specifiche per eventi climatici estremi, come le assicurazioni parametriche, integrate con servizi di consulenza per rafforzare la resilienza delle imprese. Questi interventi si inseriscono all’interno del piano strategico 2025-2027 di GC&C, che prevede obiettivi concreti di riduzione delle emissioni, integrazione dei criteri ESG nei processi decisionali e promozione della sostenibilità lungo tutta la catena del valore. «La sostenibilità è uno degli elementi fondanti del nostro piano strategico. In questo modo Generali Global Corporate & Commercial contribuisce al raggiungimento degli obiettivi della strategia Net Zero del Gruppo», riferisce Kanu. Per il manager affrontare il cambiamento climatico richiede un impegno congiunto tra settore pubblico e privato. «Crediamo nella necessità di sviluppare una forte collaborazione per meglio affrontare le sfide del cambiamento climatico», spiega, ricordando la partnership pluriennale di Generali con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo. Una cooperazione che, nelle intenzioni di Kanu, deve tradursi in un percorso concreto di riduzione dei rischi e di sostegno alla transizione verso modelli economici più resilienti. Il ceo richiama infine la funzione storica dell’assicurazione come strumento di progresso. In un mondo esposto a molteplici crisi, il suo ruolo rimane quello di accompagnare le imprese nella gestione dell’incertezza e nel rafforzamento della fiducia nel futuro. Una fiducia che oggi passa attraverso innovazione, sostenibilità e collaborazione.






