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Ultimo aggiornamento: 16:44
Ieri, martedì 2 dicembre, era stato arrestato e riportato in carcere per aver violato una prescrizione imposta con i domiciliari. Oggi per Salvatore Baiardo, l’ex gelataio di Omegna già condannato per favoreggiamento ai boss mafiosi Giuseppe e Filippo Graviano (da lui aiutati nella latitanza negli anni ’90), è arrivato il rinvio a giudizio per il reato di calunnia aggravata nei confronti del giornalista Massimo Giletti e per favoreggiamento, secondo l’accusa, in favore di Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri e Cosa Nostra.
La decisione è stata presa dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Firenze, Fabio Gugliotta. Al centro del caso alcune dichiarazioni rese nel 2023 durante il programma televisivo Non è l’Arena su La7 e anche davanti ai pubblici ministeri fiorentini della Direzione distrettuale antimafia che indagano sulle stragi mafiose del 1993. Il processo inizierà l’11 febbraio 2026. Il rinvio a giudizio segue l’udienza preliminare iniziata martedì 2 dicembre, durante la quale i pubblici ministeri fiorentini Lorenzo Gestri e Leopoldo De Gregorio hanno chiesto e ottenuto l’arresto di Baiardo, sostituendo i domiciliari con il carcere, accusandolo di aver violato il divieto di incontrare persone nella sua abitazione di Trabia, in provincia di Palermo. Massimo Giletti si è costituito parte civile, assistito dall’avvocato Antonio Ingroia. Baiardo è difeso dall’avvocato Roberto Ventrella.







