Il Pentagono ha «interrotto, veramente interrotto» i contatti diretti con il comando generale dell'esercito tedesco. Lo sostiene Christian Freuding, Capo di Stato maggiore dell’esercito in Germania, in un’intervista uscita su The Atlantic. Prima eravamo in contatto «giorno e notte» attraverso messaggi di testo, ora per mettersi in contatto con il Pentagono è necessario fare lunghi giri attraverso i canali diplomatici, prosegue Freundig. Ogni volta che serve un’informazione a Washington bisogna trovare se «c'è qualcuno che trovi qualcun altro al Pentagono» in modo da rimanere allineati sui piani di difesa, dice il nuovo ispettore dell’esercito tedesco.

Errore di percorso o strategia? Il capo dell'esercito tedesco cita, come esempio di comunicazione mancata, la scelta dell'amministrazione del presidente Donald Trump di non dare alcun preavviso agli alleati prima di sospendere determinate forniture di armi all'Ucraina, lo scorso luglio.

In retrospettiva, anche questa circostanza può essere letta in due modi: come il segnale di una nuova strategia o come anomalia. Nell'insieme sembrano affievolirsi i segnali di interesse da parte statunitense di mantenere forte e saldo il legame con il suo alleato più fedele in Europa per ottant'anni, quello in cui stazionano nella sola base di Rammstein, in Renania Palatinato, all'incirca 35.000 soldati Usa e in oltre 50.000 cittadini americani, considerando anche le famiglie. E lo sostiene lo stesso Freundig. Di fronte alla minaccia rappresentata dalla Russia, in Germania «Lei si trova non solo il nemico alle porte, ma sta per perdere un vero alleato e un amico» prosegue il militare a The Atlantic.