Non erano attiviste, non erano influencer, non avevano mai usato un social in vita loro. Eppure, nel giro di poche settimane, tre suore ottuagenarie austriache sono riuscite a trasformare una disputa interna alla Chiesa in un caso diplomatico che è finito sui tavoli della Santa Sede.
Le protagoniste
Succede a Elsbethen, vicino a Salisburgo. Protagoniste: suor Bernadette (88 anni), suor Regina (86) e suor Rita (82). Dopo essere state trasferite in una casa di riposo senza consenso, le tre religiose hanno deciso di tornare nel convento dove hanno vissuto per decenni. E da quel momento nulla è più stato come prima.
La decisione e la fuga
Il Kloster Goldenstein, un convento ottocentesco che era stato casa e luogo di lavoro per le tre suore, si era ormai svuotato. Le religiose, ultime rappresentanti in Austria delle Canonichesse regolari ospedaliere della misericordia di Gesù, sono rimaste sole. Nel 2024, il loro superiore, il prevosto Markus Grasl, dichiara la struttura inadatta a persone della loro età e decide di trasferirle in una casa di riposo. Una scelta che le suore definiscono un “esilio forzato”, subìto senza discussione. “Prima di morire in quella casa di riposo, preferisco andare in un prato ed entrare nell’eternità”, ha detto suor Bernadette alla BBC. A settembre 2025 la svolta: con l’aiuto di ex studentesse, abitanti del paese e persino di un fabbro, le suore rientrano nel convento forzando la porta.









