Il Monte dei Paschi di Siena ha ricevuto la notifica della decisione finale della Banca Centrale Europea riguardante i requisiti patrimoniali da soddisfare su base consolidata dal primo dicembre 2025, ad esito della revisione della decisione Srep assunta il 10 dicembre 2024. Sulla base dei risultati al 30 settembre 2025, ha spiegato un comunicato, la Banca rispetta ampiamente i nuovi requisiti, con coefficienti patrimoniali a livello consolidato pari a 16,9 per cento fully loaded, per il Common Equity Tier 1 ratio, rispetto a un requisito del 9,01 per cento e 19,3 per cento fully loaded, per il Total Capital ratio, rispetto al requisito del 13,47 per cento.
Venerdì intanto il cda di Mps riceverà dall’ad Luigi Lovaglio un’informativa sull’inchiesta che lo vede indagato per manipolazione di mercato e ostacolo all’attività di vigilanza, insieme ai due principali azionisti della banca - Francesco Milleri, presidente di Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone - in relazione alla scalata a Mediobanca. La relazione aggiornerà il consiglio sui contorni dell’indagine. Benché non indagata, la banca, che si è affidata al penalista Nicola Apa, sta pagando l’incertezza: in Borsa Siena ha ceduto un altro 3,7% portando le perdite da giovedì al 12,6%, pari a 3,3 miliardi di capitalizzazione. Il decreto del Mef sui requisiti di idoneità degli esponenti bancari richiede, nel caso di indagine penale, una valutazione da parte del consiglio sul fatto che l’inchiesta non li pregiudichi.






