«E' stato raggiunto un accordo, non ha vinto nessuno, ha vinto il buonsenso». Il vicepremier e leader di FI Antonio Tajani, ieri sera ha espresso una visione alta, un auspicio positivo che mette il sigillo all'esito della trattativa. Tra l'altra sera fino a tarda ora e ieri, Abi e Mef hanno lavorato da remoto, attraverso gli sherpa, per confezionare il piano sul contributo delle banche alla manovra 2026 da 10,2 miliardi.
Ieri fonti bancarie hanno confermato che, «sparito l'inasprimento delle tasse, per senso istituzionale» viene condiviso il piano che oggi pomeriggio alle 15,30, il presidente Abi Antonio Patuelli - di ritorno da Bruxelles - e il dg Marco Elio Rottigni, sottoporranno alla valutazione del Comitato di Presidenza dell'Associazione, riunito a Milano, nel quale sono rappresentati i vertici dei grandi e medio-piccoli istituti.
Dal Dipartimento finanza di via XX Settembre sono arrivate indicazioni più precise per indirizzare le misure. L'ammontare si attesta sempre sui 600 milioni per confermare il contributo dal credito a circa 10,2 miliardi, come si ventilava a proposito dell'aumento Irap. Dal Tesoro si è spinto a concentrare il contributo in due anni, - 300 milioni l'anno - e non più spalmati su tre anni, equivalenti a 200 milioni dal 2026 al 2028.









