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Ultimo aggiornamento: 7:29

A cura di Aldo Andrea Presutto*

C’è un tempo nel lavoro somministrato che non si vede, ma pesa sulla vita di chi lavora. È il tempo dell’attesa: quando il lavoratore non è ancora in missione, non ha compiti concreti eppure deve restare pronto in vista di una eventuale chiamata. Un tempo sospeso e imprevedibile, fuori dal suo controllo. Può durare ore, giorni o settimane, ma in quel tempo il lavoratore non può organizzare liberamente la propria giornata né programmare altre attività.

La legge tutela questo periodo con un diritto semplice ma fondamentale: l’indennità di disponibilità. Si tratta di un compenso riconosciuto per il solo fatto di essere pronto in caso di chiamata per lavorare. Riconosce il valore del tempo dell’attesa e sottolinea che la disponibilità del lavoratore è parte essenziale del funzionamento del sistema di somministrazione.