Mentre da mesi e specie nelle ultime settimane sentiamo parlare della imprescindibilità dell’Europa nella soluzione della guerra in Ucraina, i fatti ci raccontano un’altra verità. Inconfutabile. L’Europa non può giocare alcun ruolo perché la Ue non ha un peso da poter fare valere ai tavoli negoziali. Eppure è un grande agitarsi tra Francia, Germania e la Gran Bretagna che non è più parte dell’Unione ma staziona sempre nelle cabine di regia. Macron ha ricevuto Zelensky e chissà cos’altro gli avrà venduto. La Germania dopo aver cambiato la Costituzione per tornare ad armarsi come non era mai avvenuto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale ora si atteggia con postura offensiva per tenere a bada una eventuale aggressione della Russia. La quale Russia - dicono - non va fatta vincere al tavolo dei negoziati perché militarmente non può reggere oltre e quindi è inutile regalare terre ucraine che non ha conquistato e mai conquisterà.

Perquisiti l’ex ministro degli Esteri di Renzi, poi Alta rappresentante europea, e l’ex diplomatico noto per aver esposto la bandiera del gay pride all’ambasciata italiana. Una vita all’ombra di Prodi, Veltroni, Franceschini...

Naturalmente le accuse nei confronti di Federica Mogherini sono tutte da dimostrare. Così come devono essere provate quelle mosse dalla Procura europea nei confronti dell’ambasciatore Stefano Sannino. Secondo i magistrati, l’ex ministra degli Esteri della Ue e il diplomatico di stanza a Bruxelles avrebbero fatto un uso improprio dei fondi dell’Unione. Le contestazioni nei loro confronti andrebbero dalla frode in appalti pubblici alla corruzione e tra le imputazioni ci sarebbe pure il conflitto d’interessi. Per questo la polizia avrebbe perquisito le abitazioni e gli uffici di Mogherini e Sannino, sottoponendo entrambi al fermo giudiziario.