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Tutte le nazioni hanno bisogno di eroi da perpetuare nelle celebrazioni e per fortuna nella storia d'Italia non mancano valorose figure da ringraziare in eterno

Che cosa c'è di avventato a unire nel ricordo postumo un mito dei fumetti come Tex Willer e la divina Maria Callas? Nell'affollato pantheon di Atreju, l'officina politico-generazionale creata a immagine di Giorgia Meloni, non esiste una logica settaria di simboli custoditi gelosamente dalla destra-destra. Il filo conduttore, infatti, non è quello dell'ideologia né una corsa in retromarcia ad affermare icone del passato confinate nel ghetto del Movimento sociale italiano degli scorsi decenni.

Tutte le nazioni hanno bisogno di eroi da perpetuare nelle celebrazioni e per fortuna nella storia d'Italia non mancano valorose figure da ringraziare in eterno. Ben venga allora la rivalutazione di personaggi che possano incarnare un esempio per tutti nel momento in cui l'incertezza generale sfuma i punti di riferimento. Gugliemo Marconi, l'inventore della radio, potrebbe apparire una polverosa figura del passato quando in realtà oggi sarebbe il naturale contraltare di Bill Gates o di Steve Jobs per la sua immortale genialità. E poi l'ardita cooptazione di Pier Paolo Pasolini, schierato nel Sessantotto con i poliziotti proletari sprangati in piazza dai figli di papà.