Quindici milioni di euro che potrebbero essere sbloccati e destinati alla fabbrica di Cornigliano, cercando però di non incorrere nelle contestazioni dell’Europa sugli Aiuti di Stato. E di nuovo al lavoro sulla linea di zincatura, non appena il secondo altoforno di Taranto ripartirà e i coils potranno ritornare al Nord. Fino ad allora restano garantiti i posti di lavoro attuali, senza aggiunta di nuova cassa integrazione: 585 in attività e 70 in formazione, totale 655. Questi i risultati dell’incontro a distanza fra il ministro delle Imprese Adolfo Urso e il presidente della Regione Liguria Marco Bucci. Il governatore arriva alla stazione di Cornigliano in serata per relazionare dell’esito dell’incontro. «Il problema va risolto e noi riprenderemo a lavorarci da domani mattina – spiega Bucci – Questo acciaio ha mercato e noi lavoreremo perché continui a produrre». Nessun annuncio invece sulle 200mila tonnellate di acciaio da mandare subito al Nord per dare continuità al lavoro. E ora si annuncia una nuova ondata di proteste e di scioperi.
Cornigliano, incontro Bucci-Urso: “L’acciaio da Taranto quando ripartirà il secondo altoforno”
L’annuncio del governatore dopo la call con il ministro: “Stiamo cercando di sbloccare 15 milioni, ma bisogna evitare la contestazione per gli aiuti di Stato. …










