ASOLO (TREVISO) - La morte di Nazif Ajdarovski non è imputabile ai titolari dell'azienda per la quale lavorava l'operaio macedone di 48 anni, residente a Pieve del Grappa, rimasto vittima di un incidente sul lavoro avvenuto il 13 ottobre 2021 in un cantiere edile di Caerano San Marco. Danilo Parisotto, 62enne di Castelfranco Veneto difeso dall'avvocato Gino Zambianco, e Michele Parisotto, 33enne difeso dall'avvocato Alberto Mascotto, sono stati infatti assolti dal giudice del tribunale di Treviso perché il fatto non sussiste dall'accusa di omicidio colposo.
In altre parole, non è stata violata alcuna norma sulla sicurezza e, a conti fatti, la causa dell'infortunio mortale è da ricercare nelle azioni sbagliate della vittima. Ovvero nel fatto che Ajdaroski non avesse ben posizionato i puntelli di una delle paratie in metallo su cui stava lavorando, che poi gli era caduta addosso. Circostanza peraltro già paventata in fase di indagine dai tecnici dello Spisal, intervenuti sul posto per i rilievi del caso, tanto che il pubblico ministero al termine della sua requisitoria non aveva formulato una richiesta di condanna per Danilo e Michele Parisotto ma una di assoluzione. Richiesta che è stata accolta ieri mattina dal giudice Alberto Fraccalvieri.







