BRUXELLES. L’acquisto di un immobile da 3,2 milioni di euro e un bando da 654 mila euro per affidare la gestione della nuova Accademia Diplomatica dell’Unione europea. Sono questi i due punti attorno ai quali ruota l’inchiesta che questa mattina ha sconvolto il Servizio per l’Azione Esterna dell’Unione europea, il rinomato Collegio d’Europa di Bruges e portato al fermo di tre persone, tra cui Federica Mogherini e l’ambasciatore Stefano Sannino.

L’INCHIESTA

Frode sui corsi dei diplomatici Ue: fermati l'ex ministra Mogherini e l’ex ambasciatore Sannino

L’ex ministra degli Esteri, già Alta Rappresentante per la politica Estera Ue dal 2014 al 2019, ricopre dal 2020 l’incarico di rettrice dell’istituto che ha sede nella cittadina fiamminga (il suo incarico è stato appena rinnovato per un secondo mandato). Sannino, attuale direttore generale della Dg Mediterraneo della Commissione europea, è stato fino al dicembre dello scorso anno segretario generale del Servizio per l’Azione Esterna dell’Ue, che è di fatto il “ministero degli Esteri” dell’Unione.

La Procura europea, che ha condotto l’indagine, sospetta una frode relativa all’iter che nel periodo 2021-2022 ha portato all’istituzione dell’Accademia Diplomatica dell’Unione europea, un programma di formazione di nove mesi per giovani diplomatici. Il Servizio per l’Azione Esterna dell’Ue aveva istituito un bando per assegnarne la gestione e l’appalto era stato poi vinto proprio dal Collegio d’Europa di Bruges guidato da Mogherini, che aveva così ottenuto un finanziamento da 654 mila euro.