Riportare la corsa alle radici, non più competizione, ma attività per il benessere di tutti, democratica. È la filosofia che sottende a Fush - dal termine dialettale barese fusc (corri), inglesizzato - gruppo sportivo che fa dell'inclusione la sua missione. La riprova è arrivata a metà novembre, quando il gruppo di runner nato dall'idea di tre ragazzi baresi - Monica Valentini, Davide Santoro e Vito Salomone - ha accolto due ragazze con la sclerosi multipla, oltre a due anziani «che hanno percorso con noi il tratto finale del percorso».
Ed è proprio questo, probabilmente, il punto di forza del gruppo, che ha portato la community a passare da una ventina di casual runner a un gruppo WhatsApp di 100 persone, a cui si ricollega anche la pagina Instagram Fush Run Club. Chi vuole partecipare alle corse di comunità, infatti, non deve per forza iscriversi attraverso questi due canali, «ma può farlo anche direttamente se incontra il gruppo in attività per strada - aggiunge Santoro - Nello spirito che ci contraddistingue. Nessuna pressione, né voglia di competere, solo promuovere uno stile di vita sano per tutti e la capacità di stare assieme».
E infatti nelle prime uscite del weekend, la corsa si è conclusa poi con un momento di condivisione - focaccia e birra per il primo evento ufficiale - che per i promotori può diventare una forma di sostegno anche alle attività locali. «In questo primo periodo gli appuntamenti si sono concentrati sul lungomare fino a Pane e Pomodoro - spiegano - ma abbiamo preso contatti anche con i proprietari dell'Impact shop a San Girolamo, che apriranno un bar in zona. Sarà l'occasione giusta per correre anche su quel tratto di lungomare».







