Alla Milan Games Week, tra il frastuono dei padiglioni e l'entusiasmo dei fan abbiamo avuto modo di sederci con due vere leggende del medium videoludico: Roger Clark e Rob Wiethoff, le anime e le voci (ma anche i volti) rispettivamente di Arthur Morgan e John Marston, protagonisti, nel caso di Clark di entrambi i Red Dead Redemption, mentre Wiehoff è l’anima del secondo capitolo.

Sono passati molti anni da Red Dead Redemption 2 e ancora più dal primo, eppure in questi anni l’affetto dei fan, le citazioni, i video e le ore spese sul gioco sono rimaste una costante per molte persone. D’altronde entrambi i capitoli hanno non solo saputo raccontare l’epopea del West tra citazionismo e modernità, ma anche il cuore degli uomini, il loro lato oscuro e, ovviamente, i loro tentativi di redenzione. Ecco perché ci siamo seduti con loro per capire come mai dopo tanti anni siamo ancora qua a farci venire gli occhi ludici col finale.

Cosa ha significato per voi, dopo tanti anni, vestire i panni di questi personaggi?

Roger Clark. Interpreta Athur Morgan in Red Dead Redemption II

Roger Clark: «È un'ottima domanda, specialmente tenendo conto che sono passati sette anni. Penso che quando il gioco è uscito per la prima volta, fossi semplicemente sopraffatto dal successo e stavamo ancora cercando di realizzare la cosa. E ora che sono passati sette anni, sono sopraffatto in un modo diverso, perché abbiamo avuto la possibilità di vedere l'effetto del nostro lavoro su così tante persone. E quando veniamo a eventi come questo e sentiamo così tante storie simili su come "oh, questo gioco mi ha aiutato a riconnettermi con mio nonno, con mio padre"... l'impatto è qualcosa che non potevo prevedere.