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Le più recenti dichiarazioni del Presidente del comitato militare dell'Alleanza atlantica hanno generato un'ondata di reazioni politiche e diplomatiche in tutta Europa

In un momento in cui la sicurezza europea vive la fase più delicata dalla fine della Guerra Fredda, l’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone è diventato il nuovo volto militare della NATO. Dal 17 gennaio 2025 guida infatti il Comitato Militare dell’Alleanza, assumendo il ruolo di principale consigliere militare del Segretario generale e di figura di raccordo tra i capi di Stato Maggiore dei 32 Paesi membri. Un incarico che, in un contesto di guerra in Ucraina, sabotaggi ibridi e pressioni costanti sul fianco orientale, assume un peso strategico senza precedenti.

Nato nel 1957 ad Arquata Scrivia, nel nord Italia, Cavo Dragone è considerato uno degli ufficiali più completi della sua generazione. Formatosi all’Accademia Navale di Livorno, ha costruito una carriera che unisce tre dimensioni raramente presenti in un unico profilo: l’esperienza di marinaio e comandante di unità navali, una solida formazione come pilota militare — con oltre 2.500 ore di volo su elicotteri, jet e Harrier imbarcati — e un lungo percorso nelle forze speciali, culminato nel comando del reparto di incursori e subacquei della Marina.