«Sulla cybersicurezza siamo in un certo senso reattivi. Essere più aggressivi o proattivi invece che reattivi è qualcosa a cui stiamo pensando». Con queste parole Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della Nato, ha acceso un dibattito sulle capacità di difesa dell’Alleanza atlantica che ha alzato la tensione con la Russia.

Dichiarazioni che arrivano dopo anni di attacchi ibridi a infrastrutture critiche e azioni di disturbo da parte di Mosca. I Paesi più colpiti sono soprattutto i Nordici e i Baltici, al centro di una complessa rete di cavi sottomarini spesso bersaglio della flotta fantasma di Putin, pensata per aggirare le sanzioni occidentali e danneggiare gli alleati degli Stati Uniti.

Chi è Cavo Dragone

Giuseppe Cavo Dragone è un ammiraglio italiano a capo del comitato militare della Nato dal 17 gennaio 2025. Nel suo ruolo attuale, è il principale consigliere militare del Segretario Generale dell’Alleanza. È l’ufficiale militare con il grado più alto della Nato e il principale portavoce su tutte le questioni militari.

Classe 1957, nasce ad Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria. Consegue la maturità classica nell’Istituto Andrea Doria di Novi Ligure e nel 1976 entra in Accademia Navale per diventare ufficiale.