Papa Leone sta pregando silenziosamente al porto di Beirut dove cinque anni fa, il 4 agosto 2020, ci fu una doppia esplosione disastrosa: oltre duecento morti, migliaia di feriti, un grande numero di persone senza casa e conseguenze economiche che il Paese sconta ancora oggi.
Il Pontefice ha deposto poi una corona di fiori. Al termine della commemorazione, saluterà anche alcuni parenti delle vittime presenti e alcuni sopravvissuti all'esplosione. I parenti sono arrivati sul luogo con le fotografie dei loro congiunti morti in questo tragico evento.
Il Papa ha visitato l'ospedale della Croix, a Jal ed Dib, vicino Beirut, nella prima tappa dell'ultima sua giornata in Libano. Ad accoglierlo è stato un piccolo 'vaticano', con bambini vestiti da Papa, cardinali e guardie svizzere. In questo ospedale vengono curate varie disabilità anche psichiatriche.
L'ospedale è tenuto da una trentina di suore che attualmente hanno in cura circa ottocento pazienti, per lo più abbandonati da famiglie che non riescono a farsi carico delle loro cure.
"Quanto si vive in questo luogo è un monito per tutti - ha detto Papa Leone - , per la vostra terra ma anche per l'intera umanità: non possiamo dimenticarci dei più fragili, non possiamo immaginare una società che corre a tutta velocità aggrappandosi ai falsi miti del benessere, ignorando tante situazioni di povertà e di fragilità. In particolare noi cristiani, che siamo la Chiesa del Signore Gesù, siamo chiamati a prenderci cura dei poveri".










