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L'attore Alessandro Bandini porta in scena "Per sempre" e racconta come le missive con Alain Toubas siano diventate uno spettacolo
Un viaggio di oltre un'ora, così intenso che non solo l'attore, ma anche il pubblico dovrebbe prepararsi: ad una concentrazione totale. Come ci si dedica a una storia d'amore. Alessandro Bandini ha creato con Per sempre uno spettacolo che, a partire dalle oltre duemila lettere, scritte tra il 1959 e il 1962, tra Giovanni Testori, scrittore, drammaturgo, regista e pittore, e Alain Toubas, mercante d'arte e gallerista francese, diventa un concentrato di ricerca sulla relazione tra parola privata e parola nell'arte, relazione evocata dal corpo. Per sempre, di cui Bandini è ideatore, curatore e interprete, debutta al Piccolo Teatro di Milano oggi e ha davanti una lunga tournée in cui arriverà in scena il lavoro di scavo e costruzione drammaturgica che, insieme al dramaturg Ugo Fiore, Bandini ha compiuto su migliaia di lettere e cartoline totalmente inedite e su versi de I trionfi, poema che Testori dedicò a Toubas.






