E poi, sopra tutto e prima di tutto, c’è Roma. L’operazione «salva-Termini» che lanciamo oggi dice molto sulla distanza tra certi racconti edulcorati e il degrado che invece i cittadini sperimentano ogni giorno, tra immigrazione illegale e violenza come «regola». La nostra non sarà una battaglia «cattivista» o gridata. Ma vuole lanciare un allarme. Per aggredire le cause, non per agitare o fomentare rabbia. Oggi i romani e gli italiani, quelli di destra e pure quelli di sinistra, hanno timore di uscire la sera, e aprono il portone di casa guardandosi le spalle. Questa paura che abbiamo addosso, purtroppo motivatissima, pesa maledettamente. Superarla - risolvendo i problemi - è condizione indispensabile per tornare a una vita più serena e anche a una discussione pubblica meno lacerata e più costruttiva.
P.s.
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