Nel 2023 fa i riflettori furono su Elon Musk, l'anno scorso sul presidente argentino Javier Milei e sul primo ministro del Libano Najib Mikati.

Quest'anno sarà Abu Mazen l'ospite internazionale di Atreju, la tradizionale kermesse di FdI in programma dal 6 al 14 dicembre. E l'invito non può che essere partito da Giorgia Meloni, che in questi mesi ha avuto diversi colloqui, telefonici e di persona (l'ultimo meno di un mese fa a Palazzo Chigi) con il presidente dell'Autorità nazionale palestinese offrendo una sponda per risolvere la crisi a Gaza.

Nell'agenda della premier c'è già un nuovo incontro, il 12 dicembre alle 15.30 a Palazzo Chigi, e con ogni probabilità sarà quella la giornata in cui il leader palestinese salirà sul palco della festa di FdI ai giardini di Castel Sant'Angelo, anche se il programma verrà presentato domani, e "a parte Schlein verranno tutti", notano da FdI dopo la querelle sul faccia a faccia mancato fra Meloni e la segretaria dem.

Intanto l'appuntamento con Abu Mazen nell'agenda della presidente del Consiglio è stato inserito con ampio anticipo, all'indomani dall'attacco di coloni israeliani in Cisgiordania in cui sono rimasti feriti anche tre attivisti italiani, e a pochi giorni dall'assalto di venerdì alla redazione de La Stampa da parte di un centinaio di manifestanti pro-Pal. "La pace si costruisce con i fatti, non con le parole", ha detto più volte Meloni rivendicando gli sforzi diplomatici e umanitari dell'Italia per i palestinesi. Più ironico il messaggio sui social della kermesse del suo partito: "Atreju sarà presa d'assalto, ma non come lo intendono i compagni. Vi aspettiamo numerosi".