Ad Atreju ieri è stato il giorno del presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, che ha svolto un attesissimo intervento dal palco. Prima, però, il leader palestinese e la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, si sono confrontati a Palazzo Chigi in un vertice bilaterale. A conferma della fitta agenda “mediorientale” della premier, dato che il colloquio precedente era stato riservato a Rom Baslavky, giovanissimo militare rapito il 7 ottobre e tenuto prigioniero in un tunnel, tra violenze e privazioni, per due anni. Meloni e Abu Mazen parlano dell’attuazione progressiva del piano di pace del presidente americano, Donald Trump, con la premier italiana a ribadire «la determinazione dell’Italia a svolgere un ruolo di primo piano nella stabilizzazione e ricostruzione di Gaza». Su questo, ha ricevuto il sostegno del presidente palestinese. La presidente del Consiglio ha poi «rinnovato il supporto italiano al programma di riforme dell’Autorità palestinese».

ATTESTATO DIPLOMATICO L’attenzione si sposta poi a Castel Sant’Angelo, luogo della Capitale dov’è in corso la kermesse di Fratelli d’Italia. Si è accomodato in platea, per ascoltare il presidente dell’Anp, anche Gianfranco Fini, già leader di An, il quale parlando con Agi sottolinea che la presenza di questo ospite così rilevante. «È un fatto che dimostra quanto fosse fasulla la tesi secondo cui la destra, ieri come oggi, non ha a cuore la sorte del popolo palestinese».