Un piano segreto da 1.200 pagine affinché tutti in Germania sappiano cosa fare in caso di una guerra con la Russia. Con mappe che tracciano linee ferroviarie, autostrade e ponti strategici. Per far muovere velocemente mezzi corazzati, carichi di munizioni e un esercito congiunto che il piano operativo Oplan DEU – svelato dal Wall Street Journal – quantifica in 800mila soldati in tutto da Germania, Stati Uniti e alleati della Nato. Un piano per preparare non solo i generali – che fanno questo di mestiere – ma anche la società civile, quindi chi abita nei vari land tedeschi. Un segnale per far passare il messaggio che se un'autostrada dovesse chiudere per far atterrare un aereo militare con a bordo truppe e armi, è tutto normale. Che sappiano già che è un'operazione del piano Oplan. In Germania ci lavorano da due anni e mezzo ed è continuamente implementato e aggiornato, mentre la Russia continua – da ormai quattro anni – a bombardare l'Ucraina e a forzare la linea del fronte per occupare nuovi territori.Il piano è all'ordine del giorno nel dibattito tedesco. Lo conferma a Wired in un'intervista da Berlino, Patrick Keller, head center for security & defense al German Council on Foreign Relations. “È un tema centrale nella politica di sicurezza tedesca in questo momento”, dice a Wired. “È qualcosa che le forze armate tedesche hanno elaborato per avere una comprensione più chiara di ciò che serve in Germania in caso di guerra o in caso di aumento delle tensioni sul fianco orientale”, spiega Keller.“Se ciò dovesse accadere, se si verificasse uno scenario di tipo articolo 5 sul fianco orientale, ciò significherebbe che molte truppe, incluse truppe americane, dovrebbero essere trasferite nell’Europa orientale, passando per la Germania – continua –. Quindi ciò che stanno facendo le forze armate tedesche è preparare la logistica di uno scenario di guerra di questo tipo”, aggiunge Keller.Un piano che i russi (non) devono conoscere“Il piano è per lo più segreto, perché non vogliamo che i russi sappiano come ci prepariamo a uno scenario del genere, ma viene discusso all’interno delle forze armate e con gli attori civili rilevanti, per garantire che l’operazione militare funzioni senza intoppi”, continua Keller.E tocca un punto fondamentale della questione. I militari sanno cosa fare, ma bisogna spiegarlo anche a chi lavora negli ospedali, nelle stazioni di rifornimento, nelle stazioni dei treni. “Ci sono sempre più preoccupazioni, qui in Germania, riguardo al lato civile di uno scenario simile: come proteggi le infrastrutture critiche, a partire dalla logistica ma anche energia, sanità. Praticamente tutto. Ed è su questo che ora si concentra gran parte del lavoro, perché riteniamo che il lato militare sia impostato abbastanza bene. Ma la parte civile è un’altra storia”.E non è un tema da poco, c'entra il muro di Berlino – che non c'è più da 36 anni – e chi è nato dopo la caduta del muro non è detto sia automaticamente portato a pensare e accettare una logica da Guerra fredda. “Questo è esattamente parte del dibattito politico attuale. Negli ultimi almeno vent’anni, in Germania non c’è stata questa consapevolezza societaria su questi temi”, racconta Keller a Wired. “Se guardi a Finlandia, Svezia, ai paesi nordici, famosi per il loro approccio alla difesa totale, un approccio che coinvolge l’intera società per la difesa e la deterrenza, bè, questo non è il caso della Germania”.Cosa è cambiato dopo la Crimea e – soprattutto – con la guerra a tutta l'UcrainaC'è un punto di svolta in Germania – e anche nella Nato, che proprio dal 2014 comincia a rafforzare il suo fianco Est – ed è quello dell'invasione e dell'annessione russa della Crimea. “Negli ultimi anni, a partire veramente dal 2014 con l’annessione della Crimea e l’aggressione russa contro l’Ucraina, c’è stato un aumento graduale negli sforzi del governo per sensibilizzare la popolazione. Sono stati reintrodotti allarmi pubblici, per esempio, cercando di ristabilire un sistema di allerta funzionante”, racconta Keller. “È un’area in cui la Germania ha fatto molti progressi negli ultimi anni. Nel 2014 praticamente non esisteva più, e abbiamo dovuto ricostruire alcune delle cose che avevamo durante la Guerra fredda, modernizzandole affinché funzionassero oggi. Ma c’è ancora molta strada da fare”, spiega.Ed è un tema sensibile per la società tedesca, il riarmo è stato per decenni un tabù, un tema da cui campagne elettorali e slogan si sono smarcati perché troppo delicato – e doloroso – in un paese che ha conosciuto sulla propria pelle la divisione in due blocchi separati tra Stati Uniti, Occidente e Nato da una parte, e Unione Sovietica e i paesi del Patto di Varsavia dall'altra. “La società tedesca ha vissuto in condizioni meravigliose, se vuoi. Per la prima volta nella storia tedesca, dopo la caduta del Muro e la riunificazione, la Germania era circondata solo da amici. Nessun conflitto con i vicini”.Uno scenario in cui i confini non erano più da pattugliare con mitra spianato e carri armati.“Un’Europa integrata, protetta dalla potenza americana e dalla garanzia della Nato, con un’alleanza allargata a est con Polonia, Cecoslovacchia e Ungheria negli anni Novanta. Per la prima volta nella nostra storia eravamo circondati da alleati”.BERLIN, GERMANY - 30 marzo 2005. Un ragazzo davanti a quello che resta del muro di Berlino, nell'East Side Gallery. (Photo by Sean Gallup/Getty Images)