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L'opposizione sorvola sui rapporti tra gli spioni e l'allora procuratore dell'Antimafia

Per il Pd e il M5s quello della maggioranza sarebbe un tentativo di "estromettere" una figura simbolo dell'Antimafia come il deputato Federico Cafiero de Raho, (nella foto) ex procuratore nazionale alla Dna, dalla commissione parlamentare. Per il centrodestra invece l'ex magistrato sarebbe "in palese conflitto di interessi" e avrebbe molto da "chiarire", visto che siede nell'organismo che si occupa del caso "dossieraggio", che vede indagato dalla Procura di Roma l'ex finanziere Pasquale Striano. Il quale è accusato di aver scaricato in modo abusivo migliaia di dati riservati quando era in servizio alla Direzione nazionale antimafia, negli anni in cui al vertice c'era Cafiero, estraneo all'inchiesta. Striano avrebbe passato informazioni segrete sulla Lega e su altri esponenti politici della maggioranza e non solo, a tre giornalisti del Domani, che le avrebbero usate per scrivere diversi articoli. Cafiero, che definisce "diffamazioni e calunnie" gli attacchi politici, compare nelle carte del fascicolo che ricostruisce il contesto in cui avrebbe operato Striano. Ed è all'ex procuratore che si sarebbe rivolto allora, segnalando i comportamenti anomali di Striano, l'ex magistrato della Dna, Giovanni Russo. Che sostiene di essersi lamentato più volte con Cafiero dell'atteggiamento del finanziere, e di avergli anche consegnato una relazione. Documento che è effettivamente stato trovato negli uffici Dna dal nuovo procuratore Giovanni Melillo, che l'ha subito trasmesso ai pm. Cafiero dice di non ricordare di averlo ricevuto. "Era noto in tutto l'ufficio che io non gradissi la presenza di Striano e più volte ne ho parlato con il Procuratore", precisa Russo. Fino a consegnargli, appunto, la relazione. Ricorda di aver detto a Cafiero: "Guarda, adesso la misura è colma. Ti chiedo formalmente di allontanare Striano". Il deputato M5s bolla come "calunnie" anche le parole dell'ex collega. I membri della commissione di Forza Italia in una nota lo invitano a essere "più prudente nelle affermazioni, perché ci sono clamorose evidenze che saranno certamente oggetto di analisi e di approfondimento in commissione".