«Esiste un’illusione seducente secondo la quale la crescita sarebbe meno essenziale una volta raggiunto un alto livello di sviluppo e che il calo della popolazione potrebbe consentire un aumento del benessere anche se l’economia ristagna. Ma questo non è vero, in generale e in particolare per i Paesi con un alto livello di debito: ciò che conta per la sostenibilità del debito è la dimensione complessiva dell’economia». Lo afferma Mario Draghi all’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Milano. «Se l’economia smette di crescere mentre gli interessi continuano a maturare, il rapporto debito/Pil aumenterà fino a diventare insostenibile. A quel punto i governi saranno costretti a scelte dolorose tra ambizioni fondamentali: tra pensioni e difesa, tra preservare il modello sociale e finanziare la transizione verde. Inoltre la crescita è essenziale per affrontare le nuove esigenze sociali, politiche, economiche e di sicurezza», prosegue l’ex premier. Draghi poi ha criticato anche la gestione europea delle nuove tecnologie, in particolare dell’intelligenza artificiale: «Una politica efficace in condizioni di incertezza richiede adattabilità, rivedere le ipotesi e adeguare rapidamente le regole quando emergono nuove evidenze sui rischi e benefici. È qui che l’Europa si è inceppata». «Abbiamo trattato valutazioni iniziali e provvisorie come dottrina consolidata, inserendole in leggi estremamente difficili da modificare – aggiunge –. Le nuove tecnologie e l’Ai non salveranno le società da tutti i loro guasti, ma possono sicuramente migliorarne lo stato di salute. Quanto accadrà dipenderà in gran parte dalle scelte politiche che ne guideranno la diffusione».
Draghi: “L'Ue adotti l'IA su larga scala o sarà stagnazione. Ridurre il divario con Usa e Cina”
L’ex premier durante l’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Milano: «Illusorio pensare che la crescita non serva, senza sviluppo il debito è i…












