Il Festival di Sanremo numero 76, ovvero la quinta edizione dell’impero di Re Carlo Conti, punta su una lista di big per lo più esordienti all’Ariston. Molti dei quali paradosso- di gran lunga meno conosciuti al grande pubblico rispetto ad alcuni dei nomi in gara a Sanremo Giovani. A Zio Carlo, insomma, che ha scelto 30 canzoni su 300 candidati, non resta che incrociare le dita e affidarsi, come ha istintivamente fatto, alla Dea Fortuna, stropicciando un po’ il foglietto con i trenta nomi snocciolati come da tradizione ieri all’ora di pranzo nel corso del Tg1. Una lista che pullula di “nuove proposte big”, concedeteci il senso doppio ma non troppo. Ad aprire la lista, infatti, c’è un big vero ma finora mai passato in riviera come l’ex frontman dei Thegiornalisti, Tommaso Paradiso.
«Spero di essere fortunato come l’anno scorso e di aver scelto anche quest’anno le canzoni che poi resteranno nel tempo, si canteranno e riempiranno le classifiche. La speranza è di aver ampliato il più possibile il ventaglio dei sapori, dei gusti musicali, per accontentare un po’ tutti gli spettatori che amano Sanremo e che lo vivono come una grande partita della Nazionale». Parallelo ardito, viste le fortune decisamente alterne degli azzurri del calcio. Ma infatti l’azzurro che Conti continua a inseguire (vedremo se quest’anno riuscirà) è Jannik Sinner, il numero uno del tennis italiano. E sicuramente una numero uno è Serena Brancale che riporterà il suo etnopop meridionale sul palco del Festival dopo il successo di Anema e core che continua a far ballare l’Italia ancora oggi. Brani che faranno riflettere e ballare, ha promesso, infatti, Conti continuando a snocciolare nomi che provengono, «almeno per un terzo dal panorama indie», spiega a Libero il patron del Mei (Meeting delle etichette indipendenti), Giordano Sangiorgi.






