Sin dall’inizio delle nuove indagini su Andrea Sempio, è il possibile movente - su cui negli ultimi giorni sono filtrate indiscrezioni e che la Procura sarebbe pronta a rivelare solo in primavera - a rendere un giallo quasi irrisolvibile quello Garlasco. Un tassello tenuto sotto strettissimo riserbo, considerato dagli inquirenti decisivo per dare coerenza all’intero impianto investigativo e comprendere cosa avrebbe spinto il giovane a presentarsi nella villetta di via Pascoli la mattina del 13 agosto 2007, ammesso che lo abbia fatto. Su questo punto, che secondo fonti qualificate riguarderebbe una dimensione personale e delicata, si sta giocando l’ultima parte del lavoro accusatorio.
Attorno al nodo del movente ruotano mesi di accertamenti, dal Dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi alle ricostruzioni sulla scena del crimine, passando per le intercettazioni, le verifiche sugli spostamenti e un presunto alibi ritenuto dagli inquirenti non attendibile. La Procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone, insieme ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano diretti dal colonnello Antonio Coppola, sta provando a comporre il mosaico conclusivo, quello che potrebbe portare il caso davanti ai giudici con un nuovo imputato.









