Dei sei settori che compongono la Qualità della vita, è proprio quello dedicato a Ricchezza e consumi il più sbilanciato a favore del Nord. Il dominio è testimoniato da un fatto: nella classifica che sintetizza i risultati ottenuti nei 15 indicatori le prime 30 province, con Milano in testa, sono tutte settentrionali. La prima area del Centro, in 31ª posizione, è Firenze, capofila di un drappello toscano in grado di figurare piuttosto bene, mentre la meridionale con il migliore piazzamento è Isernia, 59ª. Quasi come una conseguenza diretta, appartengono tutte al Sud le ultime 21 posizioni, con Crotone fanalino di coda.

Nella top ten Lombardia ed Emilia (guidata da Modena, terza) si prendono quattro gradini a testa, lasciando spazio solo a Bolzano, seconda, e Aosta, decima. L’affermazione di Milano è dovuta anche a un avvicendamento degli indicatori utilizzati, con l’ingresso del reddito medio disponibile pro capite, del reddito da pensione di vecchiaia e dell’assorbimento del settore residenziale, in termini di compravendite: tre “voci” nelle quali l’area metropolitana lombarda ottiene rispettivamente il primo, il terzo e il quarto posto. Ma ci sono anche altre supremazie confermate, come indicano le vittorie per distacco in relazione alla retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti e al valore aggiunto per abitante.