BOLOGNA – E’ “Cutting through rocks”, di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni, già trionfatore al Sundance Film Festival come Gran Premio della Giuria per il Documentario 2025 e pure al Giffoni Film Festival 2025, il film vincitore della sesta edizione del Terraviva film festival, che è terminato domenica a Bologna e che ha portato in città e a Casalecchio anteprime nazionali e internazionali. La pellicola vincitrice racconta dell’iraniana Sara Shahverdi, prima consigliera donna nel suo villaggio, che sfida la tradizione insegnando alle ragazze a guidare una moto e combattendo il matrimonio infantile.

“Qual è l’ultima possibilità che una società patriarcale ha di ribadire il suo potere a dispetto di qualunque evoluzione? Quella di stabilire che una donna ‘in gamba’, intraprendente, fattiva, non è nient’altro che un uomo nel corpo sbagliato. E che, per questo, le sue qualità non dipendono dal suo carattere, ma da una ‘distrazione’ di genere. Questo – recita la motivazione del riconoscimento - quanto succede a Sara Shahverdi”. “Sara – prosegue la giuria – stabilisce un nuovo equilibrio tra quelle che sembrerebbero prerogative di genere immobili dove donne bambine sono costrette a sposarsi anche contro la loro volontà, e dove, alle donne non sarebbe concesso guidare la moto. Cose che capitano nei remoti e conservatori villaggi iraniani diranno i benpensanti. Eppure il remoto villaggio iraniano raccontato in questo documentario, girato come un film di finzione, è tutt’altro che distante da un qualunque posto, villaggio, ufficio, piazza del nostro evoluto Occidente dove, ancora, una donna in gamba è una donna ‘con le palle’”.