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Ultimo aggiornamento: 17:45

Il Medio Oriente è in fiamme e Scalfire la Roccia diventa un monito. Ha conquistato i festival e il pubblico di mezzo mondo il documentario diretto da Sara Khaki e Mohammadreza Eyni, due registi iraniani candidati all’Oscar, in uscita l’8 marzo: è una potente testimonianza.

Scalfire la roccia. Cutting Through Rocks ci porta in un villaggio nel nord-ovest dell’Iran profondamente conservatore. Ogni giorno bisogna scalfire la pietra di una mentalità retrograda, becera, maschilista che considera la donna una sua proprietà. Sara Shahverdi è la prima donna ad essere eletta consigliera, ex ostetrica, divorziata, abituata a girare in moto e in pantaloni. Perché una Grande Rivoluzione comincia anche dalle piccole cose. Sara è la sesta di sei sorelle, il padre voleva assolutamente un maschio, i tre fratellini verranno dopo. Li cresce praticamente lei mentre il padre le insegnava ad andare in motocicletta. La motocicletta sgangherata diventa un strumento di riscatto sociale per lei in una società rigidamente patriarcale, in un paese che di fatto odia le donne e le schiaccia come scarafaggi.

Ma Sara è una donna che vuole andare contro il sistema e insegna sgommate e accelerate anche alla nipote, figlia del fratello. Cavalcare una moto vuol dire cavalcare la protesta in difesa dei diritti civili ignorati delle donne. Il fratello le insegue con la macchina, taglia loro la strada e prende a schiaffi la figlia. Poi la costringe a sposarsi contro la sua volontà. Sul velo della sposa vengono appuntanti con spille biglietti di soldi, come da tradizione. Sara si batte come un tigre contro le “tradizioni” che gli uomini usano per tenere soggiogate le donne. Contro i matrimoni combinati in un’età nella quale le bambine dovrebbero ancora giocare con le bambole. Non decidi tu quello che devi fare. Parole terribili.