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Una coltre di silenzio dai 5 Stelle. E Avs tace o parla del governo
Silenzio assordante, timide reazioni, balbettamenti, imbarazzate dichiarazioni di circostanza, si possono riassumere così le reazioni della sinistra alle parole di Francesca Albanese che ha definito l'assalto alla Stampa un "monito". Dopo due giorni si può tracciare una linea sulle reazioni degli esponenti dei partiti di sinistra e il bilancio è impietoso. Se Giorgia Meloni, così come Matteo Salvini, è subito intervenuta per condannare le parole dell'Albanese definendole "gravi", Elly Schlein e Giuseppe Conte non hanno proferito parola, stessa cosa per Bonelli e Fratoianni (nella foto).
Dal Movimento Cinque Stelle non si registrano dichiarazioni di condanna, sulla vicenda è calata una coltre di silenzio come se l'Albanese non avesse detto nulla. Nel Pd le reazioni sulla relatrice Onu si contano sulla punta delle dita e sono tutte della minoranza interna. Per il resto, Giuseppe Provenzano rigetta la logica della Albanese ma senza citarla espressamente: "Non c'è nessun monito in quell'aggressione quella è violenza e ignoranza che dobbiamo respingere con forza". La stragrande maggioranza dei suoi colleghi non sono invece pervenuti nonostante siano sempre solerti a intervenire su ogni tema. Ma c'è un altro aspetto da sottolineare rispetto alla vandalizzazione della sede della Stampa: se politicamente la condanna è stata unanime, ciò che colpisce sono le modalità con cui è stato raccontato l'assalto al giornale torinese. Da un lato c'è stato il timore di menzionare chi fossero gli assalitori senza mai definirli attivisti Pro Pal o appartenenti ai centri sociali tra cui Askatasuna, dall'altro li si è definiti "fascisti".






