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Pro Pal, sinistra e sindacati protesta per i mercatini e i presepi nelle città e cercano di snaturare le tradizioni del Vecchio Continente
Questo è un anno particolarmente delicato per i mercatini di Natale in Europa. Una delle tradizioni più importanti legate alle festività e all'Avvento è messa a dura prova perché, se da una parte molte città, soprattutto di piccole dimensioni, hanno dovuto rinunciarvi perché non in grado di sopportare l'enormità dei costi maggiorati per la sicurezza, dall'altra quelle che sono riuscite comunque a organizzarli stanno avendo non pochi problemi. In Francia ci sono state molte polemiche per le proteste pro Pal e ambientaliste al mercatino di Strasburgo, uno dei più importanti del Paese ma soprattutto d'Europa, dove un gruppo di una manciata di persone ha cercato di imbrattare il grande albero di Natale della piazza centrale.
Proteste pro Pal si sono svolte anche in Germania, nota per avere alcuni dei più bei mercatini di Natale d'Europa, e a Bruxelles, dove non solo i manifestanti per Gaza hanno cercato di interrompere i mercatini e di disturbare chi voleva semplicemente godersi una serata di relax. Dopo le polemiche che hanno caratterizzato l'apertura dei mercatini per via di un presepe "inclusivo" senza volto nei suoi personaggi principali, qualcuno è però intervenuto portando via la testa di Gesù Bambino. Uno sfregio non solo all'allestimento della Sacra famiglia, che per quanto non piaccia rappresenta uno dei simboli più forti della cristianità in Europa: la sua vandalizzazione va a configurarsi come una provocazione, un'offesa alla religione, che purtroppo non è la prima.






