(di Ludovico Mori) In opposizione alle politiche di tagli ai finanziamenti del cinema Paolo Sorrentino, per la prima volta a Buenos Aires, ha rivendicato il ruolo della settima arte non solo come veicolo di trasmissione dell'immagine di un Paese ma anche come motore economico.

"Penso che tagliare i fondi al cinema sia una una visione miope non solo rispetto alla cultura, ma rispetto anche all'economia, e dato che i politici sono più sensibili all'economia che alla cultura forse dovrebbero riflettere su questo errore che compiono", ha detto.

Maradona e l'Argentina hanno fatto parte dell'universo poetico del cinema di Paolo Sorrentino fin da prima che prendesse in mano una cinepresa ma, incredibilmente, solo a 55 anni compiuti il regista napoletano è per la prima volta adesso a Buenos Aires.

Il premio Oscar per 'La Grande Bellezza' è qui per dirigere un laboratorio cinematografico in Patagonia organizzato da PlayLab Films e, nel suo breve soggiorno portegno, si è reso disponibile per una conferenza stampa organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura.

"Sono felicissimo di essere qui a Buenos Aires, mi è risultato immediatamente naturale starci perché è quanto di più vicino a Napoli possa immaginare", ha esordito l'autore dell'autobiografica 'La Mano di Dio', affiancato nella conferenza dall'Ambasciatore Fabrizio Nicoletti e dalla direttrice dell'IIC, Livia Raponi.