Trovata la casa che per i prossimi mesi diventerà il rifugio della “famiglia nel bosco”. È la “casetta di nonna Gemma”, questo il nome del b&b situato lungo la strada che collega Palmoli al paesino di San Buono, tra boschi, sentieri e aria pulita. Un luogo incantato, messo a disposizione da Armando Carusi, imprenditore ed ex ristoratore di Palmoli, che ha deciso di offrire gratis a Nathan e Catherine la sua abitazione ereditata dai genitori. Un casolare immerso nel verde, vicino a una piccola sorgente, con due camere da letto e materassi ancora imballati, una cucina, un bagno, una stufa a legna, un camino che profuma di casa antica e anche un pozzo per l’acqua. C’è anche il bagno a secco, come nella casa del bosco dove viveva la coppia anglo-australiana con i tre figli prima dell’allontanamento da parte del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila.

Ieri Nathan ha firmato il comodato d’uso di tre mesi. «Grazie a tutti. Ho fiducia nella magistratura, non ho altro da aggiungere», ha detto raggiante dopo la firma del contratto leggendo un foglio in inglese. Si tratta di un passo che rappresenta la svolta del caso, ma anche un momento di tregua per ricomporre i pezzi di una quotidianità scossa. Papà Nathan, ex chef di 51 anni, ha visitato il casolare, l’altro ieri, dopo la telefonata del proprietario, cresciuto nei boschi di Palmoli. Nathan ha visionato tutto l’immobile, che di solito viene affittato a turisti per vacanze wild a cento euro a notte, ed ha accettato subito la proposta. «È rimasto affascinato – dice Armando Carusi – È la casetta dove sono nato e dove ho vissuto con i miei genitori. Da piccolo con la mia famiglia abbiamo fatto la vita che Nathan e Catherine stanno facendo ora: senza riscaldamento e per questo ogni camera ha un camino. Quando ha preso le chiavi Nathan era felicissimo e noi più di lui. Spero arrivi presto con la moglie e i bambini». Oggi Nathan inizierà a portare coperte, vestiario e provviste. Il cavallo bianco, gli asini, i cani, le galline e l’oca restano, invece, nella casa del bosco.