Foglie essiccate, sezioni di fusti, vinacce compresse, pale di fichi d’india svuotate dall’acqua, fibre che resistono o si sgretolano. Sono reperti dell’archivio vegetale che Michele Guido, affermato artista salentino trasferito a Milano, conserva da oltre dieci anni nella sua tenuta ad Aradeo: materiali raccolti per studio personale, mai destinati all’esposizione, presentati per la prima volta nella personale In-sectum. raccolte residui sedimenti, visitabile fino al 3 dicembre da Spazio Murat a Bari (info 080.205.58.56).
La mostra è l’esito del workshop curatoriale Paesaggi Espansi, promosso dal Dipartimento di Ricerca e innovazione umanistica dell’Università di Bari con il sostegno di Fondazione Changes, curato da Maria Giovanna Mancini e Gianpaolo Cacciottolo. Il programma, che nelle settimane precedenti ha ospitato gli interventi di Lucrezia Cippitelli e Viktor Misiano, si è articolato attraverso momenti teorici e pratiche di ricerca condivisa con i dodici partecipanti (Oronzo Blonda, Annalisa Ciliberti, Luigi Di Bitonto, Giacoma Di Vieste, Ilenia Mariarosaria Esposito, Giovanna Fiore, Federica Giangaspero, Sara Lauriola, Sara Maffia, Gaia Martinelli, Diego Osimo, Rossana Pagliaro).







