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I poliziotti hanno spento le polemiche e spiegato quanto accaduto davanti alla redazione torinese: "Si decida quanto spazio lasciare a questi violenti e che valga per tutti"
L’assalto alla redazione de La Stampa è un atto disdicevole e meritevole di condanna bipartisan, come infatti è avvenuto. A invadere la sede dello storico giornale torinese sono stati gli antagonisti di Askatasuna, che hanno rivendicato il tutto via social. Sul caso è intervenuta a più riprese anche Giorgia Meloni, la quale, replicando a Francesca Albanese in tutela dei giornalisti, ha sottolineato come sia molto "grave che, di fronte a un episodio di violenza contro una redazione giornalistica, qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia - anche solo in parte - della stampa stessa. La violenza non si giustifica. Non si minimizza. Non si capovolge". Chiunque, è il monito di Meloni, "cerchi di riscrivere la realtà per attenuare la gravità di quanto accaduto compie un errore pericoloso. La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità" In queste ore è caldo il dibattito su come sia stato possibile, per gli antagonisti, entrare all’interno di un obiettivo sensibile e sono stati i poliziotti a spiegare come è accaduto, spegnendo ogni polemica.






