La Commissione di Garanzia del Consiglio regionale del Piemonte ha accolto integralmente il ricorso presentato da venti consiglieri di opposizione, contro la decisione del presidente della Commissione Bilancio Roberto Ravello (FdI), che aveva impedito ai consiglieri del Pd Domenico Rossi e Domenico Ravetti, membri non effettivi della commissione, di intervenire nel dibattito durante la discussione del bilancio di assestamento nel luglio scorso. Per la Commissione di garanzia, quanto accaduto, «costituisce una violazione delle prerogative statutarie e dei diritti delle minoranze consiliari».
Due idee diverse delle istituzioni
«La maggioranza non può permettersi di piegare il regolamento sulla base della propria convenienza» dichiara Rossi, primo firmatario del ricorso, che aggiunge: «Qui si confrontano due idee profondamente diverse delle istituzioni e della democrazia. Chi vince non può farlo calpestando i diritti delle opposizioni, come la destra tenta di fare sia a livello regionale che nazionale».
Nel parere ufficiale n. 7/2025, approvato all’unanimità, la Commissione chiarisce che l’espressione “partecipare ai lavori” di una Commissione, per quanto riguarda i consiglieri regionali, deve essere interpretata in senso attivo, comprendendo anche il diritto di parola e di intervento nel dibattito, non solo la mera presenza. Si tratta – si legge nel documento – di un elemento essenziale per garantire pluralismo, trasparenza e piena rappresentatività del Consiglio regionale. Negarne l’esercizio significa degradare i consiglieri al ruolo di “uditori”, una lettura che la Commissione definisce incompatibile con lo Statuto e con una democrazia compiuta.







