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Ultimo aggiornamento: 9:15

La proposta del ministro della Difesa Guido Crosetto di introdurre un nuovo servizio militare su base volontaria – una sorta di “leva moderna” che metterebbe l’Italia in linea con le iniziative di Francia e Germania – accende il dibattito politico e mediatico. A Otto e mezzo, su La7, il direttore di Limes Lucio Caracciolo pone una serie di interrogativi sostanziali sul piano annunciato dal ministro, invitando a distinguere tra reale esigenza militare e retorica dell’emergenza.

La bozza del disegno di legge, che Crosetto intende presentare nelle prossime settimane, prevede la creazione di una riserva ausiliaria di almeno 10mila unità, con l’obiettivo di arrivare a 30-35mila nel medio periodo. Una forza che integrerebbe gli attuali organici delle Forze Armate, oggi circa 170mila militari in servizio, considerati insufficienti dal ministro per affrontare un contesto internazionale sempre più instabile.

Ma a Otto e mezzo Caracciolo mette immediatamente in discussione il vocabolario usato dal ministro: “È interessante che qualcuno parli di leva volontaria, perché almeno secondo il vocabolario italiano è una contraddizione in termini. La leva ti obbliga a fare servizio militare, se vuoi fare il volontario fai il volontario, sono due mestieri diversi. Siamo in un paese dove si gioca facilmente con le parole, sarebbe però interessante capire di che si tratta”.