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La band anglo-irlandese dei My Bloody Valentine è famosa per aver fondato il genere dello shoegaze, per aver registrato uno dei dischi più importanti del rock degli anni Novanta e per avere fatto alcuni dei concerti più rumorosi di sempre, raggiungendo volumi che si dice abbiano rovinato l’udito di moltissime persone che li videro dal vivo, quando le cautele sanitarie per questo genere di cose erano poche.

A sette anni dall’ultima volta, negli scorsi giorni hanno tenuto una serie di concerti tra Irlanda e Regno Unito, in un ritorno molto atteso dai fan e dalla stampa specializzata. Pur non spingendosi ai livelli estremi di trent’anni fa i concerti hanno raggiunto volumi notevoli.

A Dublino, Manchester, Londra (stasera si esibiscono a Glasgow) i My Bloody Valentine hanno suonato davanti a migliaia di persone in un tour nei palazzetti in cui hanno proposto la maggior parte dei classici di Loveless, il loro disco del 1991 che è considerato uno dei più influenti della storia del rock alternativo, e le altre canzoni più amate del loro repertorio. Ma soprattutto i concerti hanno incluso la famosa sezione di violento frastuono prodotto dalle chitarre distorte del leader della band Kevin Shields e della chitarrista e cantante Bilinda Butcher, e dal basso di Debbie Googe.