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Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l’introduzione del servizio militare nazionale volontario, con l’obiettivo di rinforzare progressivamente l’esercito francese. È una decisione in linea con quella di altri paesi europei che, a partire dall’invasione russa su larga scala dell’Ucraina, nel febbraio del 2022, hanno cominciato a riarmarsi, rinforzare i loro eserciti e in generale le loro capacità di difesa.
Il nuovo servizio militare partirà dall’estate del 2026 e sarà aperto a tutte le persone francesi di 18 anni, sia uomini che donne. Durerà dieci mesi e si svolgerà solo sul territorio della Francia continentale. Negli scorsi giorni i giornali avevano anticipato che sarebbe stato pagato fra i 900 e i 1.000 euro al mese.
Il governo spera di riuscire a mobilitare 3mila persone il primo anno, fino ad arrivare a 50mila nel 2035. L’obiettivo è formare delle persone che sappiano poi combattere in caso di guerra, ma anche trovarne alcune che, dopo questo periodo iniziale, decidano di entrare stabilmente nell’esercito.
Al momento le forze armate francesi (fra esercito, aeronautica e marina) sono composte da circa 240mila persone (quelle italiane sono di circa 165mila persone) e da 38mila riservisti, ossia cittadini che possono essere convocati in caso di crisi. La Francia vorrebbe raddoppiare il numero dei riservisti entro il 2030.











