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Ultimo aggiornamento: 18:40
“Se noi continuiamo a trattarvi come se foste nella bambagia non avremmo capito nulla. Uagliu’ a vita e’ tosta. Si campa una volta sola e se perdiamo questa occasione la seconda non l’avrete. Per il ragazzo di quindici anni abbiamo un’ altra occasione di recuperarlo, aiutarlo e speriamo di poterlo fare. Per Marco Pio non abbiamo nessuna altra occasione. Marco Pio è morto ucciso a 19 anni e non tornerà mai più. Voi avete capito che questo rischio voi non lo dovete e non lo potete correre? Lo avete capito si o no?”. Don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano minacciato persino sull’altare dalla criminalità, si è rivolto così ai centinaia di studenti dell’istituto Superiore “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Afragola, Napoli.
Tra le zone più difficili del Napoletano per densità camorristica e violenze sui giovanissimi, il rione Salicelle dove ha sede la scuola non è molto distante dal luogo dove solo pochi giorni fa è morto ammazzato, con un colpo di pistola in testa, Marco Pio Salomone, 19 anni. A sparare, con un copione che si ripete in questa città-Medea, un altro ragazzino, un minorenne, di 15 anni. Questo ennesimo omicidio è stato uno dei temi al centro dell’incontro organizzato mercoledì 26 novembre nell’I.S. “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, dal titolo “Contro noi-La criminalità giovanile: cause, conseguenze e prevenzione”: un incontro fortemente voluto dalla preside Giovanna Mugione e da tutto il corpo docenti, e che ha visto come protagonisti, oltre a Don Maurizio Patriciello, il pm antimafia Henry John Woodcock, il capitano della Guardia di Finanza Andrea Zuppetti e la vicedirettrice del Fatto Quotidiano Maddalena Oliva, da sempre impegnata con il giornale e la Fondazione FQ sulla gioventù perduta di Napoli.









