BOLOGNA – “Spero di non sentirmi male a Bologna. Siccome sono calabrese, ho capito che per essere curato dovrei tornare in Calabria", è la stoccata del segretario della Uil PierPaolo Bombardieri, che punta il dito contro l’accordo sulla mobilità sanitaria tra Emilia-Romagna e Calabria, appena siglato. Un accordo che definisce “una cosa vergognosa, che non ho mai sentito nemmeno da presidenti di regione leghisti", contesta il sindacalista.

“Spero – aggiunge – che il presidente della regione rifletta su quello che ha detto e faccia ammenda di una enormità che non ha senso, se si rifà alla Costituzione che prevede le cure gratuite e non in base all'appartenenza regionale”. De Pascale, prosegue “se vuole fare una cosa innovativa perché non nomina i dirigenti delle Ausl in base alle competenze e non alla appartenenza politica?”.

Immediata la replica del governatore: “Stimo il segretario bombardieri e penso che abbia frainteso lo spirito di quest’accordo. Si tratta di un'intesa che in nessun modo preclude l'accesso alle cure alle cittadine e ai cittadini calabresi, ma che anzi rafforza le relazioni fra le regioni, cercando di ridurre i disagi che devono affrontare le persone residenti in Calabria quando si spostano per prestazioni di bassa complessità”. L'Emilia-Romagna, prosegue de Pascale, “si batte per un sistema sanitario nazionale in rete diffuso in tutto il Paese, il contrario dell'egoismo territoriale e anche dell'autonomia differenziata. La crescita senza limite della mobilità non è interesse né del sud né del nord".