Ambiente, appalto e tariffe. La Corte dei Conti ha pubblicato le motivazioni della bocciatura, un mese fa, della delibera Cipess sul Ponte sullo Stretto. I giudici hanno rilevato la violazione di due direttive europee – di cui una sulla conservazione degli habitat naturali – e la mancata acquisizione del parere della Autorità di regolazione dei trasporti sul piano tariffario. Un altro nodo è indicato nelle modifiche contrattuali dell’appalto.
Ponte sullo Stretto, nuova tegola sul governo: Corte dei conti boccia la convenzione con la società
di Antonio Fraschilla
Nella nota stampa, nello specifico, si legge che "il Collegio, nell’espletamento del controllo preventivo di legittimità, ha ritenuto di assegnare prioritario rilievo alla: violazione della direttiva 92/43/CE del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, a causa della carenza di istruttoria e di motivazione della c.d. delibera IROPI; violazione dell’art. 72 della direttiva 2014/24/UE, in considerazione delle modificazioni sostanziali, oggettive e soggettive, intervenute nell’originario rapporto contrattuale; Violazione degli artt. 43 e 37 del decreto-legge n. 201/2011, per la mancata acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti in relazione al piano tariffario posto a fondamento del piano economico e finanziario. Con la medesima delibera sono state, altresì, formulate osservazioni relative a ulteriori profili confermati all’esito dell’adunanza, ma ritenuti non decisivi ai fini delle valutazioni finali”.









