Regionali Liguria del 2020, un elettore accusato di aver pattuito un posto di lavoro in cambio del proprio voto ha ammesso le proprie responsabilità e ha chiesto la messa alla prova

Il tribunale di Genova

Genova – Prima ha ammesso quanto gli veniva contestato, poi ha chiesto la messa alla prova con lavori socialmente utili, da svolgere in una pubblica assistenza.

A farlo è il primo, e finora unico, elettore coinvolto nel filone bis dell'inchiesta per corruzione che a maggio 2024 aveva portato agli arresti domiciliari Giovanni Toti, allora presidente della Regione Liguria. Giuseppe Soldano, 63 anni, difeso dall'avvocato Vittorio Pagnotta, dovrà presentarsi davanti alla giudice Maria Antonia Di Lazzaro, la quale dirà l’ultima parola sull’«approvazione» del piano messo a punto dall'Uepe, l'Ufficio esecuzione penale esterna.

Secondo l'accusa, sostenuta dal procuratore aggiunto Federico Manotti e dal sostituto Luca Monteverde, l’elettore ha commesso il reato «in concorso con Stefano Anzalone, ex consigliere regionale e candidato per la lista “Cambiamo con Toti presidente”, in occasione delle consultazioni elettorali della Regione Liguria del 20 e 21 settembre 2020».