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Ultimo aggiornamento: 17:59

Al campetto di basket di via Dezza a Milano decine di persone oggi sono arrivate con un girasole in mano. È un gesto semplice, ma diventato il simbolo di una mobilitazione collettiva in ricordo di Alessandro Meszley, il 15enne morto nel 2017 mentre giocava con gli amici. Una risposta corale nata dopo che qualcuno, più volte, aveva strappato il fiore lasciato dai genitori del ragazzo e aveva deturpato il biglietto con cui la madre ricordava il figlio.

In poche ore quel luogo è stato attraversato da un via vai continuo: adulti, bambini, studenti, residenti della zona. Alcuni fiorai hanno regalato mazzi di girasoli, mentre amici e conoscenti di Alessandro hanno deciso di organizzare un torneo in suo nome. Anche i genitori, emozionati per l’ondata di vicinanza, hanno annunciato un incontro pubblico per sabato 29 novembre, alle ore 14.30, invitando chiunque voglia a portare un girasole.

La storia è riemersa dopo che la madre, Laura Scolari, ha raccontato di aver visto i fiori strappati sempre più spesso nelle ultime settimane. Per questo aveva iniziato a sostituirli ogni giorno, lasciando un biglietto che ricordava la tragica vicenda del figlio, invitando a non rimuovere quel piccolo segno di memoria: “Non strapparmi. Non mi sono più rialzato dopo essere caduto su questo campo. Questo girasole mi ricorda, Alessandro”. Una mano anonima non solo ha continuato a deturpare i girasoli, ma ha anche scritto sul biglietto un messaggio sprezzante: “Se tutti mettessero un fiore per ogni morto, Milano sarebbe una pattumiera”.