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Parla un membro del gruppo rurale: "Le condizioni igieniche erano scarse"
La famiglia del bosco non è di certo l'unica ad aver scelto di vivere lì, in quella fetta di terra immersa nel verde e nel silenzio. E infatti basta percorrere le stradine del piccolo borgo di Palmoli per vedere diverse case incastonate tra le colline e gli alberi. "Siamo in diversi ad aver abbandonato la città per vivere qua, nella natura", ci racconta un ragazzo che abita lì e conosce la famiglia di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. Accetta di parlare, ma chiede l'anonimato per evitare pressioni mediatiche. "Sì, eravamo amici, ma poi ci siamo dovuti allontanare perché non hanno voluto il nostro aiuto. Né il nostro né quello degli altri del gruppo". Per "gruppo", ci spiega, intende le altre famiglie neo-rurali della zona che vivono in modo essenziale e sostenibile. "Ma noi non siamo così estremisti. Loro hanno sacrificato i propri figli: sono arrivati al punto di farseli togliere. È da un anno che gli chiediamo di mettere un bagno in casa". Ci spiega che era da diverso tempo che cercavano di mettere in guardia Nathan e Catherine sul rischio che i figli venissero portati via, ma non sono mai stati ascoltati. "Una madre che ama i propri bambini è disposta ad abbandonarli o è disposta a mettere un c***o di bagno in casa per averli?". E anche lui, come Nathan, è un papà. "I miei figli sono la cosa più preziosa al mondo, ma per loro è più importante la battaglia contro il sistema, a quanto pare".






